Cessione pro soluto o pro solvendo? Alla scoperta delle differenze più importanti

La cessione del credito consiste nel trasferimento di denaro tra due soggetti, il titolare di un credito quindi e l’acquirente. Ovviamente però c’è anche un terzo soggetto che scende in campo, il debitore. Il debitore non partecipa alle trattative di cessione del credito e quindi solitamente non viene affatto interpellato in merito, questo perché per lui in teoria pagare ad un soggetto o ad un altro dovrebbe essere esattamente la stessa cosa. Viene però ovviamente portato a conoscenza della nuova situazione, così che abbia la possibilità di effettuare il pagamento dovuto in modo corretto. La cessione del credito può avere sempre luogo, tranne in tre casi specifici ossia quando il credito ha un carattere strettamente personale, quando non ci siano dei divieti legali, quando tra il titolare e il debitore sussiste un patto di non cessione. Queste sono informazioni piuttosto comuni, che tutti conoscono. Ciò che non tutti sanno però è che esistono due modalità di cessione del credito, la cessione pro soluto e quella invece pro solvendo, due formule davvero molto diverse tra loro che vogliamo proprio per questo motivo cercare di spiegarvi un po’ più nel dettaglio.

La cessione pro soluto prevede che il titolare del credito ceda il diritto all’acquirente, liberandosi anche della responsabilità relativa ad una possibile inadempienza da parte del debitore. La cessione pro solvendo prevede che il titolare del credito ceda il diritto all’acquirente, senza però potersi liberare del tutto della responsabilità relativa ad una possibile inadempienza da parte del debitore. Nel caso cui quindi il debitore risulti inadempiente, ecco che il nuovo titolare può rivalersi proprio su di lui. Non si tratta solo di responsabilità, ma anche di impegno. Nella cessione pro soluto l’unico impegno che ha il titolare del credito è la dimostrazione della sua esistenza. Nella cessione pro solvendo invece è necessario anche a corrispondere gli interessi, rimborsare tutte le spese di gestione e garantire un’analisi del debitore così che sia possibile constatare se si tratti di un buon debitore o di un cattivo debitore, risarcire un eventuale danno, molti diversi impegni insomma e la possibilità di cadere in problemi economici piuttosto gravi.

È meglio optare per una cessione pro soluto o per una cessione pro solvendo? Dobbiamo ammettere che entrambe queste tipologie di cessione hanno i loro pregi e i loro difetti. A nostro avviso però, nonostante le commissioni siano maggiori, la formula che può essere considerata migliore è la cessione del credito pro soluto, in quanto comporta un impegno minore. La cessione pro solvendo sembra essere adatta solo ed esclusivamente nel caso in cui si abbiano delle certezze sul debitore. Ma davvero è possibile avere delle certezze assolute in un momento come quello che stiamo vivendo oggi di grande instabilità? Alla luce di questa domanda, sembrerebbe quasi che la strada del pro solvendo sia da eliminare alla radice. Ovviamente, qualunque sia la vostra decisione, è importante scegliere di fare affidamento su degli esperti del settore che vi consentano di rendere l’iter procedurale necessario semplice, corretto, in linea con le normative vigenti, efficace.

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