Coronavirus e ripercussioni economiche: situazione attuale e cosa potrebbero fare le banche centrali

Il Coronavirus si è diffuso in questo giorni in modo davvero molto intenso, soprattutto nel Nord Italia, una diffusione questa che nessuno si aspettava e che proprio per questo motivo ha gettato i cittadini nel panico. A dire la verità non è stato di certo solo l’effetto sopresa a gettare i cittadini del panico, anche i giornalisti ci hanno messo lo zampino, così come le istituzioni che hanno preso molte decisioni drastiche per cercare di arginare il diffondersi del virus. 

Dobbiamo ammettere che arginare la diffusione di questo virus è una priorità, così da riuscire a salvaguardare la salute dei cittadini e a proteggerli quanto più possibile. Nonostante questo è bene anche guardare alle eventuali ripercussioni economiche che la situazione potrebbe comportare, per noi italiani così come per ogni altro paese del mondo. 

Le ripercussioni economiche del Coronavirus: aspettative 

Secondo il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visconti, le ripercussioni economiche del Coronavirus per l’Italia dipenderanno dalla velocità con cui sarà possibile ottenere un controllo ottimale dell’epidemia. Considerando però che le zone più colpite, dove sono presenti focolai attivi, sono la Lombardia e le altre regioni del Nord, è facile capire che si tratterà comunque di ripercussioni gravi. Sbilanciandosi, Ignazio Visconti afferma che c’è la possibilità che a causa del Coronavirus il Pil italiano perda anche più dello 0,2%. E ovviamente queste ripercussioni che l’Italia subirà potrebbero comportare conseguenze altrettanto negative anche per altri paesi europei con cui l’Italia intrattiene rapporti commerciali, soprattutto quelli che hanno una vocazione industriale particolarmente accentuata. 

Prendendo in considerazione le precedenti epidemie con cui abbiamo avuto a che fare, come Sars, Mers, Ebola, è possibile prevedere che le ripercussioni economiche si faranno sentire per un massimo di 3 mesi. È vero però anche che in questo frangente il settore terziario potrebbe riuscire a reggere meglio rispetto a quanto non ha avuto luogo in passato, perché oggi la formula dello smart working consente a buona parte dei dipendenti di continuare a lavorare anche da casa. È vero però anche che in questo frangente rispetto al passato potrebbero arrivare dei problemi di approvvigionamento, dato che dopo il credit crunch del 2008 sono molte le imprese occidentali che hanno nettamente diminuito, se non proprio dimezzato, i loro magazzini. 

Le banche centrali 

Che cosa faranno le banche centrali? Difficile dirlo per il momento, ma secondo molti investitori potrebbero decidere di mettere in atto delle manovre espansive, così da rispondere al meglio alla situazione. È proprio questo ciò che è già stato messo in atto dalla People’s Bank of China dopotutto. Non solo, nel caso in cui l’economia globale dovesse subire un rallentamento o un vero e proprio arresto, è anche possibile che vengano fatte scendere in campo iniziative coordinate. La volatilità infine tenderebbe ad aumentare. Ogni informazione relativa all’epidemia potrebbe quindi continuare ad avere un impatto sulle Borse, un impatto immediato inoltre ci viene da sottolineare. 

Tutto questo è vero, ma è vero anche che sono scarse le alternativa di investimento obbligazionario che le banche centrali hanno a loro disposizione, dato che hanno già intrapreso innumerevoli manovre espansive nel corso degli ultime anni. I tassi insomma sono destinati a restare bassi nel lungo periodo, ancora di più in uno scenario come quello che stiamo vivendo che di certo non può dirsi stabile, tutt’altro.
Forse sarebbe meglio optare per i mercati azionari, possibilmente diversificando quanto più possibile l’investimento a seconda dell’area geografica di riferimento. Interessanti anche i mercati emergenti, che hanno dimostrato di essere in possesso di un potenziale di crescita estremamente elevato e che prevedono valutazioni più che positive. Serve maggiore cautela per quanto concerne l’eurozona ovviamente, dato che la crescita economica nel corso degli anni non è stato poi così positiva e dato che a causa della situazione attuale è possibile che si arresti del tutto. 

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