Resto al Sud: come funziona il finanziamento

Il finanziamento Resto al Sud rappresenta una straordinaria opportunità per chi desidera avviare una nuova attività imprenditoriale o professionale nelle regioni del Mezzogiorno e in alcune aree del Centro Italia. Questo strumento offre una serie di condizioni vantaggiose per sostenere i giovani imprenditori e i professionisti, coprendo fino al 100% delle spese con una combinazione di contributi a fondo perduto e di finanziamenti agevolati. Tuttavia, occorre rispettare dei requisiti per accedere a Resto al Sud: dall’età al tipo di attività svolta, ogni dettaglio è cruciale per presentare una domanda conforme alle regole previste. 

Cos’è Resto al Sud: panoramica del finanziamento

Il finanziamento Resto al Sud è un’iniziativa mirata a incentivare la creazione di nuove attività imprenditoriali e libero professionali nel Mezzogiorno e in alcune aree del Centro Italia. Introdotta dal Decreto Legge n. 91 e aggiornata al 2024, la misura offre un supporto finanziario che copre fino al 100% delle spese, composto da:

  • 50% di contributo a fondo perduto;
  • 50% di finanziamento bancario agevolato, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI, con interessi interamente a carico di Invitalia.

L’importo massimo finanziabile è di 50.000 euro per persona e può arrivare a 200.000 euro per società con quattro soci. Per le imprese individuali, l’importo massimo sale a 60.000 euro, mentre un ulteriore contributo a fondo perduto di 15.000 euro è previsto per le ditte individuali o le attività professionali svolte in forma individuale, fino a 40.000 euro per le società.

L’obiettivo è quello di favorire lo sviluppo economico di regioni storicamente svantaggiate, attraverso un sostegno economico concreto.

Chi può richiedere il finanziamento: requisiti di accesso

Per accedere al finanziamento Resto al Sud, è necessario soddisfare una serie di specifici requisiti:

  • età: tra i 18 e i 55 anni;
  • Residenza:
    • regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia;
    • aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria);
    • isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord;
    • è ammesso il trasferimento di residenza entro 60 giorni dall’approvazione della domanda (120 giorni per i residenti all’estero);
  • attività preesistenti: non essere già titolare di attività imprenditoriali o professionali in esercizio alla data del 21 giugno 2017;
  • precedenti agevolazioni: non aver beneficiato di incentivi simili negli ultimi tre anni;
  • rapporto di lavoro: non avere un contratto a tempo indeterminato e impegnarsi a non stipularne uno per la durata del finanziamento;
  • partita IVA: non aver utilizzato una partita IVA per attività simili nei 12 mesi precedenti alla domanda (valido per le attività libero professionali).

Zone geografiche ammesse al finanziamento

Le aree ammesse includono:

  • le regioni del Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia;
  • il cratere sismico del Centro Italia: Lazio, Marche, Umbria;
  • le isole minori: Marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord.

Questa distribuzione mira a concentrare le risorse su zone che necessitano di maggiori investimenti per lo sviluppo economico e sociale.

Importo del finanziamento e coperture

Il finanziamento Resto al Sud copre:

  • fino a 50.000 euro per richiedente;
  • fino a 200.000 euro per società con quattro soci;
  • fino a 60.000 euro per imprese individuali.

La struttura prevede:

  • 50% fondo perduto;
  • 50% finanziamento agevolato, con interessi a carico di Invitalia.

Un ulteriore contributo a fondo perduto può essere richiesto per il fabbisogno di circolante, fino a 15.000 euro per le imprese individuali e fino a 40.000 euro per le società.

Spese ammissibili con Resto al Sud

Le spese coperte dal finanziamento Resto al Sud includono:

  • la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del totale);
  • l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • software, tecnologie informatiche e servizi digitali;
  • le spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, leasing, garanzie assicurative), fino al 20% del programma di spesa.

Invece, sono escluse:

  • le spese per la progettazione e la promozione;
  • i costi per il personale dipendente e le consulenze.

Come preparare il business plan

Un business plan efficace è cruciale per ottenere il finanziamento Resto al Sud. Gli elementi chiave includono:

  • analisi del mercato: è opportuno dettagliare il contesto competitivo e il target;
  • descrizione dell’attività: si devono chiarire gli obiettivi, i servizi/prodotti e le strategie operative;
  • piano finanziario: è bene fornire delle previsioni realistiche su costi e ricavi;
  • sostenibilità economica: occorre dimostrare come l’impresa sarà autosufficiente.

Procedura di presentazione della domanda

La domanda deve essere presentata online sul portale di Invitalia seguendo questi passaggi:

  • registrazione: accesso tramite SPID;
  • compilazione: caricamento del business plan e dei documenti richiesti;
  • invio: conclusione tramite firma digitale e PEC.

La piattaforma offre anche delle guide dettagliate e dei modelli predefiniti per supportare i candidati.

Tempistiche e iter di valutazione

Una volta inviata la domanda per il finanziamento Resto al Sud, passano 60 giorni di valutazione, che includono l’analisi dei documenti e il colloquio online con gli analyst di Invitalia.

Se approvato, il finanziamento viene erogato entro 30 giorni dalla ricezione della documentazione completa.

Come ricevere e gestire il finanziamento

I fondi sono erogati in due tranche:

  • prima tranche: circa il 50% al completamento dei documenti iniziali;
  • saldo: dopo il completamento del programma di spesa e la presentazione della rendicontazione.

È fondamentale mantenere traccia di tutte le spese in modo tale da poter garantire una rendicontazione accurata e conforme.Il finanziamento Resto al Sud 2024 rappresenta un’opportunità unica per sviluppare delle nuove attività imprenditoriali nelle aree del Sud e del Centro Italia, contribuendo al rilancio economico e sociale di queste regioni.

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