Centrale rischi Banca d’Italia: definizione, contesto, funzionamento

La Centrale rischi Banca d’Italia è uno strumento informativo che permette ai creditori (banche e intermediari finanziari) di avere informazioni sui debitori, sia relativamente alla possibilità di solvenza, che alla gestione del credito ricevuto.

 

Centrale rischi Banca d’Italia: do ut des

I creditori comunicano alla Centrale dei rischi l’entità dei crediti che vantano e la Banca d’Italia “ricambia” fornendo informazioni sul totale degli importi dei debitori.

 

Il rating bancario

È un indice che mostra in che misura una persona è capace di estinguere un debito. Chiamato anche grado di solvibilità, può essere analizzato:

qualitativamente, tramite la gestione e la storia di un’azienda;

quantitativamente, a cadenza annuale, si basa sulla valutazione dei ratios economico-finanziari.

A livello andamentale, assumendo una funzione importante quando si deve valutare un’azienda (movimentazione dei conti, rapporto fra il saldo medio usato e l’accordato,…). Quest’ultimo tipo di analisi, in particolare, è importante per dare le giuste informazioni alla Centrale dei rischi.

 

Centrale rischi – Banca d’Italia

Per comprendere il funzionamento della centrale bisogna capire come i creditori si relazionano con la Banca d’Italia e la tengono informata. Le parole chiave sono:

Tipologia di rischio: autoliquidante (il debitore riceve la linea di credito tramite la cessione dei propri crediti prima che scadano), a scadenza (in modi e tempi definiti contrattualmente), a revoca (il creditore può decidere di annullare il prestito quando lo desidera).

Forme di garanzia, che i creditori o un garante forniscono a copertura del debitore/ garantito.

Classi di dati: accordato (quanto il creditore ha concesso), usato (quanto il debitore ha speso), importo garantito (il minore fra il valore della garanzia e l’usato).

 

Indicatori per analizzare la Centrale

Sono utili per capire cosa la Centrale comunica a terzi e come tali informazioni possono essere usate.

  • Evoluzione storica (andamento) dell’accordato: qual è stata la richiesta del credito che la società ha chiesto nel tempo.
  • Evoluzione storica dell’usato per l’accordato operativo: come il debitore ha usato la somma ricevuta.
  • Come sono stati ripartiti gli utilizzi: se solo con rischi a revoca o a scadenza, per il creditore è una situazione critica.
  • Durata e modo di utilizzo del credito ricevuto nel corso del tempo.
  • Rapporto garantito/ valore della garanzia: come la garanzia è stata usata rispetto all’accordo iniziale con il garante.
  • Registrazione di anomalie: sconfinamenti, rischi autoliquidanti non rimborsati, crediti ristrutturati o passati a sofferenza o perdita, contatti derivati finanziari, tipo, payoff e fair value, garanzie fornite su operazioni fallimentari, contestazioni.

 

Un quadro

In tempi economicamente difficili è naturale che la Centrale rischi Banca d’Italia supervisioni il processo di miglioramento delle risorse monetarie di un’azienda, per gestire efficacemente il circolante netto, la posizione finanziaria e il rapporto con i creditori.

In questo contesto, i valori aggiunti sono la normalizzazione della Centrale, l’identificazione di KPI e la definizione di soglie d’attenzione che le controllino.

Le analisi della Centrale devono dare come risultato la presenza di un equilibrio sostenibile nella struttura patrimoniale e finanziaria dell’azienda, una coerenza fra natura, durata ed entità del debito e la capacità di generare flussi di cassa tali da garantire la solvibilità.

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