Bene il primo semestre 2011 per Benetton

Il Gruppo Benetton ha chiuso positivamente il primo semestre dell’anno 2011, con una crescita dei ricavi pari all’1,7%, mentre l’utile netto scende a 30 milioni di euro, quando lo scorso anno era di 40 milioni di euro. In calo anche il margine lordo industriale che scende di 22 milioni di euro e si attesta a 403 milioni.

Tuttavia, come spiegano dalla società, il calo è spiegabile con l’aumento dei prezzi dei materiali utilizzati e in particolare di lana e cotone, e la cosa ha influito non poco sul costo del prodotto per la stagione autunno inverno appena conclusasi. Il risultato operativo è di 58 milioni, in calo, quindi, rispetto allo stesso periodo del 2010, e scende anche l’incidenza sui ricavi che passa dal 7,1% al 6,4%.

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Aumenta il numero di Partite IVA aperte

L’Osservatorio del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia fa sapere che il numero delle Partite Iva aperte durante il mese di agosto è cresciuto del 3,4% su base annua. Tradotto in cifre, si parla di 18.055 Partite Iva in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Tuttavia, se guardato in confronto ai risultati di luglio di quest’anno, il dato fa segnare una contrazione pari al 52,97%.

Naturalmente, gli osservatori del Dipartimento delle Finanze hanno fatto notare che la sensibile flessione è dovuta anche al fatto che nel mese di agosto di solito le attività lavorative sono quasi tutte ferme per ferie e questo potrebbe giustificare il fatto. A crescere è il numero di giovani che aprono una partita Iva: tra questi ultimi le più attiv leggi tutto

La Valtur chiede l’Amministrazione straordinaria

La Valtur, della famiglia Patti, è uno dei tour operator più noti e apprezzati nel nostro Paese. Nonostante tutto, però, ha depositato l’istanza per l’ammissione alla legge Marzano per l’amministrazione straordinaria.

La Valtur ha tutti i requisiti per accedervi: ha più di 500 dipendenti (3 mila per la precisione) e debiti non inferiori a 300 milioni. Al fine di ripagare i debiti del tour operator è prevista la dismissione di immobili “non core” e dei villaggi che possono essere dati in locazione e questo farà rientrare circa 110 milioni di euro. Inoltre, è previsto un aumento del capitale tra i 30 ei 50 milioni di euro. L’indebitamento della Valtur si aggira intorno ai 303,6 milioni di euro così suddivisi: 62 milioni sono i debiti con le banc leggi tutto

Ferrovie dello Stato pronta a cedere le Grandi Stazioni

Il gruppo Ferrovie dello Stato è pronto a vendere il 60% di Grandi Stazioni. A riferirlo è stato lo stesso amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, che, in un’intervista al Corriere Economia ha paventato l’ipotesi, sottolineando che se ne sta discutendo con i soci Benetton e Caltagirone.

Moretti ha sottolineato che Grandi Stazioni è una gallina dalle uova d’oro e, pertanto, qualora si trovi qualcuno che paghi adeguatamente, loro son pronti a cedere parte della stessa. L’amministratore continua poi facendo presente che al momento i più titolati per la cessione sono proprio Benetton e Caltagirone, già partner di Ferrovie.

Ricordiamo che Grandi Stazioni è una società del gruppo Ferrovie che mira alla riqu leggi tutto

Trichet: l’euro non è a rischio

Le parole dell’ancora Presidente della Banca Centrale Europea Trichet sono state dette al margine dell’incontro dei Ministri finanziari del G20, tenutosi a Parigi. Con queste parole Trichet ha voluto rassicurare tutti coloro che sono, in questo momento di grande instabilità, scettici riguardo all’Euro e alla sua tenuta rispetto alla crisi del debito. Tuttavia, Trichet s’è espresso a favore della revisione di taluni trattati dell’Ue, affinché si argini la possibilità che gli errori commessi da uno, o da pochi Stati, contagino tutta l’economia mondiale.

Evidentemente, l’allusione è alla Grecia e lo si evince dalle parole dello stesso Trichet che ha sottolineato che “bisogna cambiare il trattato per essere in grado di evitare che un paese membro della zona euro leggi tutto

Commissione Europea: preoccupati per potenziale di crescita italiano

La Commissione Ue ha messo a punto un’analisi atta a scandagliare la competitività industriale dei Paesi europei. Ed è proprio da questa che emerge il timore per la situazione italiana e il potenziale di crescita del nostro Paese. Stando a quanto si legge nell’analisi di cui si parla, le nostre imprese sono svantaggiate a causa di un contesto sfavorevole. Inoltre, la Commissione Ue, pur riconoscendo gli sforzi del governo del nostro Paese, per tentare di arginare la situazione e tentare di dare nuova linfa alla produttività, sottolinea che gli interventi sono “scoordinati e frammentari”.

Ma, nonostante tutto, la Commissione riconosce che l’industria italiana è ancora un modello di qualità nei settori a elevata intendità di manodopera. Pecca, inv leggi tutto