La Legge di Bilancio 2026 è finalmente arrivata e, com’era prevedibile, porta con sé una valanga di novità per chi lavora, investe o fa impresa in Italia. Per molti potrebbe sembrare l’ennesimo testo complicato da digerire, ma in realtà questa manovra è il tassello di un progetto più grande: la riforma fiscale avviata dal Governo ormai un paio d’anni fa, con l’obiettivo – ambizioso, ma necessario – di cambiare volto al sistema tributario del nostro Paese.
C’è una cosa da sapere subito: i tempi si sono allungati. In origine, i decreti legislativi dovevano arrivare entro due anni, ma il termine è stato prorogato a 36 mesi. Cosa significa? Che la scadenza per l’attuazione della riforma slitta ad agosto 2026, e per le correzioni eventuali si andrà fino al 2028. Il motivo? La materia è complessa, e prima di chiudere i giochi si è scelto – giustamente – di aprire ancora il confronto in Parlamento e nei tavoli tecnici.
Ma cosa contiene davvero questa Legge di Bilancio? Per Michele Massimo Donato Monteleone, commercialista con studi ad Aosta e a Catania, “è stato compiuto un ulteriore passo verso un fisco più semplice e più vicino alla realtà di chi lavora ogni giorno.” Sul piano dell’IRPEF, si continua a limare gli scaglioni e a sistemare le detrazioni, per alleggerire il carico soprattutto a chi ha redditi medio-bassi. Attenzione però: le addizionali locali (comunali e regionali) restano e, come sempre, rischiano di complicare le cose. Non si può ancora parlare di sistema equo al 100%, ma la direzione è giusta.
Sul fronte imprese, la vera novità è legata agli incentivi. “La super-deduzione del 130% per le assunzioni – commenta Montelone – è confermata, ma accompagnata da criteri più rigorosi. Quindi, per chi vuole assumere giovani, donne o ex percettori del reddito di cittadinanza, le agevolazioni ci sono, ma vanno richieste nel modo corretto e documentate per bene.”
Altro punto interessante riguarda il concordato preventivo biennale. Un nome complicato per un’idea semplice: se sei un piccolo contribuente, puoi accordarti in anticipo col Fisco su quanto versare, evitando brutte sorprese. In un’ottica di fiducia reciproca, questo strumento può davvero fare la differenza.
Capitolo sanzioni e riscossione: nessuna rivoluzione, ma tanti piccoli aggiustamenti che puntano a rendere il sistema meno punitivo e più sostenibile. Si continua poi il lavoro sui “Testi Unici” per l’IVA, le accise, le sanzioni e così via. Il sogno? Un codice delle imposte davvero organico e consultabile, come accade in molti altri Paesi.
Michele Massimo Donato Montelone: “la vera sfida non è scrivere buone norme, ma farle funzionare. Ed è qui che entriamo in gioco professionisti, imprenditori e consulenti: tutti chiamati a tenere il passo, interpretare le novità, aiutare a tradurre la teoria in pratica.”
La Legge di Bilancio 2026 non è ancora la fine del percorso. Ma se guardiamo il quadro generale, è un segnale chiaro: qualcosa si muove. E chi saprà leggere bene tra le righe, potrà cogliere opportunità concrete – anche in un sistema fiscale che, finalmente, comincia a parlare un linguaggio un po’ più moderno.