Le società di gestione del credito funzionano meglio di molti istituti bancari e a dimostrarlo sono i dati raccolti da Assifact per il 2015. Lo scorso anno il settore del factoring ha infatti raggiunto un volume di affari pari a 185 miliardi di euro, il 12% del PIL italiano.
Le imprese sembrano apprezzare le forme di finanziamento proposte, in particolare la cessione del credito pro soluto. Con questa tipologia di contratto l’azienda cliente cede al factor (la società di gestione del credito) i suoi crediti presenti e futuri e il conseguente rischio di insolvenza. A ricorrere a questa modalità di recupero dei crediti sono soprattutto le imprese che hanno bisogno di liquidità pressoché immediata e che hanno un accesso difficile al canale bancario. Il servizio di factoring può infatti prevedere anche un anticipo dei crediti e viene effettuato dietro il pagamento di una commissione e di interessi calcolati in base alla situazione del mercato.

Foto da Bancadelveneziano.it
Al 31 dicembre 2015 gli anticipi erogati sono aumentati del +4,46%, ma dove si concentra maggiormente il successo del factoring?
A richiedere dei finanziamenti sui crediti in sofferenza sono state soprattutto le imprese lombarde con un 33,34% di clienti cedenti. Cifre inferiori, ma non di certo basse, per Lazio e Piemonte con una percentuale di clienti rispettivamente del 21,34 % e del 10,71%.
Le banche concedono sempre meno prestiti, così, dove l’imprenditoria è più radicata, si cercano delle soluzioni di mercato più innovative, al fine di non incorrere in situazioni di forti crisi finanziarie.
Attualmente infatti sono molte le aziende che si avvalgono del reverse factoring, un contratto attraverso il quale l’azienda coinvolta sottoscrive un accordo con una società di factoring, la quale dovrà stipulare dei contratti di factoring con i fornitori dell’azienda cliente e acquisire le loro fatture a fronte di un anticipo. Il sistema permette alle imprese di mantenere saldi i rapporti con i suoi stessi fornitori, ma al tempo stesso di ricevere i pagamenti in tempi più brevi.
Ed è proprio il tempo il peggior nemico delle aziende in credito. Basta pensare che la media di pagamento è di 80 giorni per le imprese e di 144 giorni quando il debitore è rappresentato dalla Pubblica Amministrazione, un tempo davvero troppo lungo per dare respiro alle proprie casse.
Articolo scritto in collaborazione con ADV Trade
Lo leggo dopo
Potrebbe anche interessarti
-
Avv. Davide Cornalba (Lodi), “per tabelle risarcimenti ruolo decisivo dei tribunali”
-
Banche centrali e inflazione: in attesa dei tagli FED
-
CARTOLARIZZAZIONE PER LA CRESCITA DELLE PMI, ENER2CROWD LANCIA IL SUO PRIMO PROGRAMMA DA 45 MILIONI DI EURO
-
Sicurezza e protezione dati: Fortinet con i risultati del terzo trimestre dimostra che questo è un settore di grande valore
-
Compendium Value, ok a target per operazioni di mercato